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Cos'è l'usufrutto e come funziona

L’usufrutto è un istituto giuridico molto diffuso nel nostro diritto civile. Viene utilizzato soprattutto in ambito immobiliare e familiare, ma trova applicazioni anche nella gestione di patrimoni e aziende. Spesso se ne sente parlare, ma non sempre è chiaro in cosa consista e quali siano le situazioni più comuni in cui ricorre, ecco perché in queste breve guida vedremo di chiarificarne la definizione, i contesti d’uso e il funzionamento.

Definizione di usufrutto

L’usufrutto è un diritto reale che attribuisce a una persona, detta usufruttuario, la possibilità di godere e utilizzare un bene che appartiene a un’altra persona, detta nudo proprietario. In altre parole, l’usufruttuario può trarre utilità dal bene, usarlo e ottenerne i frutti (ad esempio gli affitti nel caso di un immobile), senza esserne il proprietario pieno. La proprietà, infatti, rimane al nudo proprietario, che riacquisterà la piena disponibilità del bene alla scadenza dell’usufrutto.

Durata dell'usufrutto

L’usufrutto è per sua natura temporaneo. Non può durare oltre la vita dell’usufruttuario, se concesso a una persona fisica, oppure oltre trent’anni se concesso a una persona giuridica (come un’azienda o un’associazione). Alla scadenza, l’usufrutto si estingue automaticamente e il nudo proprietario torna a essere pieno proprietario del bene.

Diritti dell'usufruttuario

Chi gode dell’usufrutto ha diversi diritti riconosciuti dalla legge. Tra i principali troviamo:

  1. Il diritto di usare il bene, cioè viverci nel caso di un immobile o sfruttarlo per un’attività economica;
  2. Il diritto di percepire i frutti che il bene produce, ad esempio gli affitti o i raccolti agricoli;
  3. Il diritto di concedere il bene in locazione, sempre nel rispetto delle regole previste;
  4. Il diritto di cedere l’usufrutto a un’altra persona, ma solo fino alla scadenza originaria stabilita.

Doveri dell'usufruttuario

Accanto ai diritti, l’usufruttuario ha anche obblighi precisi nei confronti del bene e del nudo proprietario. In particolare:

  1. Deve conservare la destinazione economica del bene, cioè non può cambiarne la natura o l’uso principale;
  2. Deve sostenere le spese ordinarie di manutenzione e gestione, come quelle condominiali o di riparazioni comuni;
  3. Deve restituire il bene alla fine dell’usufrutto nelle condizioni in cui lo ha ricevuto, salvo il normale deterioramento dovuto all’uso;
  4. Deve pagare le imposte collegate all’utilizzo del bene, come ad esempio l’IMU se si tratta di un immobile.

I casi più comuni di utilizzo dell'usufrutto

L’usufrutto trova applicazione in diverse situazioni concrete. Tra le più diffuse possiamo indicare:

  1. Successioni ereditarie: spesso il coniuge superstite riceve l’usufrutto sulla casa familiare, mentre i figli ne diventano nudi proprietari;
  2. Donazioni: un genitore può donare un immobile ai figli riservandosi l’usufrutto, così da continuare a viverci o trarne un reddito;
  3. Contratti familiari: in alcuni casi si utilizza l’usufrutto per garantire il sostentamento a un familiare senza trasferirgli la piena proprietà;
  4. Operazioni aziendali: l’usufrutto può essere impiegato per separare la gestione di un bene dalla sua proprietà, ad esempio in caso di riorganizzazioni societarie.

Differenza tra usufrutto e altre figure giuridiche

È importante distinguere l’usufrutto da altri istituti simili. Ad esempio, l’uso e l’abitazione sono diritti più limitati, che consentono di utilizzare il bene solo per i bisogni personali e familiari, senza la possibilità di trarne reddito. L’usufrutto, invece, è molto più ampio e consente anche di percepire i frutti economici. Non va confuso neppure con la piena proprietà, che unisce sia il diritto di usare sia quello di disporre definitivamente del bene.

Vantaggi e limiti dell'usufrutto

L’usufrutto offre vantaggi pratici, perché consente di separare il godimento del bene dalla sua proprietà. In questo modo, può rispondere a esigenze di tutela familiare, di pianificazione patrimoniale o di gestione dei beni. Al tempo stesso, però, è limitato dalla durata temporanea e dal fatto che l’usufruttuario non può mai vendere il bene come se fosse suo. La collaborazione tra nudo proprietario e usufruttuario è quindi fondamentale per evitare conflitti.

Redazione Studio Chianca

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